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Addio a Francesco Tamburro, un cronista d’altri tempi.

Il Cordoglio del Consiglio dell’Ordine del Lazio

(ANSA) – ROMA, 28 DIC – Francesco era generoso, disponibile,
ironico. Un cronista d’altri tempi, affidabile e curioso,
apparentemente burbero ma dal cuore grande. Un cuore da sempre
biancazzurro. E proprio gli amici tifosi laziali sono stati i
primi oggi attraverso il tam tam delle radio a dare la notizia
della sua improvvisa morte a 55 anni.
Francesco Tamburro da trenta anni si muoveva nei corridoi di
piazzale Clodio, come cronista dell’ANSA, con discrezione e
grande professionalità e per questo si era guadagnato la stima e
la fiducia di magistrati, procuratori, avvocati e anche di tutta
quella umanità che nelle vicende giudiziarie si trova dall’altra
parte. Perchè Francesco la cronaca giudiziaria la faceva con
umanità, non perdendo mai di vista che nelle carte giudiziarie
si raccontavano alla fine storie di persone, per questo sapeva
calibrare ogni parola evitando di lasciare trapelare giudizi o
peggio condanne preventive.
Francesco era amato dai colleghi: dai veterani, con i quali
aveva condiviso tante esperienze professionali, ai più giovani
ai quali dava consigli ma senza essere paternalistico. Era amato
anche per quella sua dote che era proprio un modo di intendere
la vita, ovvero un’ironia che sapeva posare su tutto e tutti
rendendo lievi anche le situazioni più difficili.
Professionista dal 1989, aveva lavorato i primi tempi nella
redazione di Genova per poi arrivare a Roma e dedicarsi alla
cronaca giudiziaria. Si è occupato da subito di casi importanti
come Ustica, le inchieste sul sequestro e la morte di Aldo Moro,
Tangentopoli, omicidi come quello di via Poma e Alberica Filo
della Torre fino alle nuove Br e le più recenti vicende di Mafia
Capitale. Il suo ultimo pezzo sulla morte del ricercatore Giulio
Regeni.
“Una figura di giornalista cui tutti dovrebbero ispirarsi.
Attento, competente, serio e al contempo sempre pronto
all’ironia, sicuro punto di riferimento per tutti gli operatori
di Piazzale Clodio. Con la scomparsa di Francesco i penalisti
romani hanno perso un amico”: questo il ricordo del presidente,
del consiglio direttivo e di tutti gli avvocati penalisti della
Camera Penale di Roma che hanno espresso le loro “sentite
condoglianze alla famiglia, ai colleghi dell’ANSA e della sala
stampa del Tribunale di Roma”.
Puntuale e competente Francesco lascia un vuoto professionale
e umano non solo nella redazione dell’Ansa ma nell’ambiente dei
cronisti giudiziari romani. Ma soprattutto lascia una moglie,
Sabina, e due figli, Alessio e Alessandra. (ANSA).

Il Cordoglio del Consiglio dell’Ordine del Lazio
Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti del lazio esprime vicinanza e cordoglio
alla famiglia, ai colleghi dell’Ansa e a quanti, anche fuori, hanno avuto modo di apprezzarne
le doti professionali ed umane.

Le esequie sono fissate per il 30 dicembre alle ore 14,30 nella chiesa di Santa Silvia, viale G. Sirtori 2, Roma.

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