tamberlich

La sua intervista a Tina Anselmi, neo
eletta presidente nel 1981 della commissione di inchiesta sulla
Loggia P2, resta tra le pagine più importanti del giornalismo
radiotelevisivo. Romano Tamberlich, a lungo vicedirettore del
Tg1 e curatore di rubriche storiche della testata, Tv7 e
Speciale Tg1, è morto a Roma a 79 anni.
Nato nella capitale il 3 dicembre 1938, giornalista
professionista dal 1963, in cinquant’anni di carriera,
trent’anni dei quali trascorsi nella tv pubblica, in particolare
al Tg1 (fatta eccezione per una parentesi alla guida della sede
di Trieste), ha affrontato tutti i temi centrali della storia
italiana, dal caso Moro alla P2, da caporedattore degli interni,
del politico e poi da vicedirettore, allevando in base ai valori
del pluralismo generazioni di giornalisti negli anni della
riforma della Rai.
Fin dalla fondazione, Romano Tamberlich ha fatto parte della
giuria del premio Ilaria Alpi, intitolato all’inviata del Tg3
uccisa nel 1994 a Mogadiscio, in Somalia, con l’operatore Miran
Hrovatin, e dedicato a valorizzare l’inchiesta televisiva. “Ma è
stato in prima fila – ricorda ancora Giulietti – anche a
Fiesole, al premio Lucchetta, al premio Morrione, ad Articolo
21. La sua ansia era individuare i giovani talenti ai quali
passare il testimone, la sua redazione è stata la palestra di un
gruppo storico che ha formato la Rai. Penso a Giuntella,
Badaloni, Remondino, Scaccia, Scianò e chissà quanti ne
dimentico. Sempre impegnato sul fronte sindacale, anche negli
ultimi tempi mi aspettava sotto la Federazione, non per parlarmi
di sé, ma per richiamare la mia attenzione sui temi dimenticati,
sull’attenuarsi dei luoghi di dibattito e partecipazione.
Propongo che il premio Lucchetta ricordi insieme Longhi e
Tamberlich”. Il segretario Usigrai, Vittorio di Trapani, ricorda
Tamberlich come “protagonista di una straordinaria stagione di
giornalismo d’inchiesta per cercare la verità sui tanti misteri
d’Italia”. E su Twitter si moltiplicano gli omaggi, da Andrea
Vianello a Corrado Formigli.
Giornalista di razza, autore radiotelevisivo, pronto a
mettere negli ultimi anni la sua esperienza a disposizione
dell’avventura di Sky Tg24, ma anche pittore e chef, nella sua
carriera Romano Tamberlich ha vinto numerosi riconoscimenti.
Lascia le figlie Nicoletta e Carlotta, entrambe giornaliste, in
forza rispettivamente all’agenzia ANSA e a Rai Parlamento.
. (ANSA).

Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Lazio si stringe alla famiglia e ai colleghi che l’hanno conosciuto.

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