Foto: LaPresse
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Anche ‘Dogman’ mostra i denti per difendere la Casa internazionale delle Donne, la struttura simbolo del movimento femminista di Roma che da settimane protesta contro l’ipotesi ‘sfratto’ da parte del Campidoglio raccogliendo la solidarietà di gran parte del mondo politico e culturale. Oggi ospite del complesso secentesco del Buon Pastore a Trastevere, dove ha sede la Casa, è stato Marcello Fonte, appena premiato a Cannes come migliore attore per la sua interpretazione nel film di Matteo Garrone ispirato alla vicenda del ‘canaro della Magliana’. Il suo messaggio è per la sindaca Virginia Raggi: “E’ una donna, le dovrebbe interessare. Vediamo adesso cosa dice, vediamo chi è veramente. Tante parole non servono: servono i fatti”. Il Campidoglio, nei giorni scorsi, ha ribadito di voler far proseguire e valorizzare questa esperienza, prevedendo però la messa a bando del progetto nel 2021, anno in cui scadrà l’attuale concessione. Fonte, talento germogliato proprio sui palchi delle più vivaci – e discusse – realtà culturali ‘non allineate’ della Capitale (Teatro Valle, Cinema Palazzo, Angelo Mai) ha difeso, nel corso di una conferenza stampa convocata dalla presidente della Casa Francesca Koch, il mondo della creatività alternativa: “Sono qui – ha detto ancora – perché credo che gli spazi vadano mantenuti e difesi. Lasciateci campa’, attaccate chi fa le cose brutte, non le cose belle come si fanno qui”. Secondo Koch, il braccio di ferro sulla Casa non è in realtà casuale, ma frutto di una strategia precisa dell’amministrazione pentastellata: “La linea – ha detto la presidente – è la obiettiva persecuzione di tutte le realtà che a Roma gestiscono spazi autogestiti di cultura e autonomia creativa. Gli spazi
vanno chiusi per riportare ‘legalità’, parola pericolosa se usata in modo astratto o come pretesto per silenziare soggetti critici”. Ben diverso il clima, invece, con l’altro ‘palazzo’ romano, la Regione Lazio di Nicola Zingaretti: “Nei prossimi giorni – ha fatto sapere il governatore alle attiviste - proporrò alla giunta di dichiarare la Casa ‘sito di notevole interesse pubblico’”.  Resta aperta, in ogni caso, la questione del debito della Casa con il Campidoglio, che secondo il Comune ammonta a circa 800 mila euro: “Abbiamo cura del palazzo con spese di manutenzione molto alte, facciamo iniziative culturali, sono 30 mila le donne che frequentano questo spazio – la replica di Koch – E’ falsa la narrazione di un luogo di signore snob che si godono questo spazio a danno della cittadinanza”. La sintesi della mattinata la trova l’attrice Jasmine Trinca, tra le firmatarie del manifesto ‘Dissenso Comune’: “C’è un concetto che non viene capito fino in fondo: dove si pensa di avere un credito, si ha un debito profondo”. Uno strale, l’ennesimo, verso il primo sindaco donna della Capitale.
Fonte: ANSA.
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