TURKEY-POLITICS-MEDIA-RIGHTS

Pesanti condanne nel processo simbolo sulla libertà di stampa in Turchia, nel giorno in cui il Paese precipita ancora più in basso nella graduatoria di Reporters sans Frontieres (Rsf) sulla libertà di stampa. Il tribunale di primo grado di Silivri a Istanbul ha emesso sentenze dai 2 ai 7 anni di reclusione per i giornalisti e amministratori del quotidiano laico Cumhuriyet, il più antico del Paese, noto per le sue battaglie contro il presidente Recep Tayyip Erdogan. Una decisione che giunge a 2 mesi dal cruciale voto anticipato per le elezioni presidenziali e amministrative. A processo per “terrorismo” c’erano in tutto 20 persone, di cui 18 dipendenti o ex di Cumhuriyet. L’accusa erano di legami a vario titolo con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen e il Pkk curdo. Il direttore del giornale, Murat Sabuncu, e il presidente del Consiglio direttivo, Akin Atalay, sono stati condannati a oltre 7 anni di carcere, come il reporter investigativo Ahmet Sik. Sentenze di 2 anni e mezzo per l’editorialista Kadri Gursel, tra i più noti giornalisti turchi, e 3 anni e 9 mesi per il vignettista Musa Kart. Tre invece le assoluzioni. La condanna più pesante riguarda Mustafa Kemal Aydogdu, sotto accusa perchè ritenuto l’autore dell’account Twitter antigovernativo ‘JeansBiri’. I giudici gli hanno dato 10 anni. Stralciate invece le posizioni dell’ex direttore Can Dundar, processato in contumacia dopo essersi rifugiato in Germania alla vigilia del fallito golpe del 2016, e dell’editorialista Ilhan Tanir, che vive negli Stati Uniti. “Vi vergognerete davanti alla storia”, ha scritto a caldo il giornale. I condannati saranno sottoposti a controllo giudiziario, ma per il momento non dovranno tornare in carcere, dove molti hanno trascorso diversi mesi nel corso del processo. Anche il manager Atalay, l’unico tuttora in detenzione preventiva, verrà rilasciato dopo oltre 500 giorni trascorsi in cella. La sentenza colpisce una delle pochissime voci indipendenti rimaste nel giornalismo turco, dopo che anche il più grande gruppo editoriale di opposizione è stato acquisito nelle scorse settimane da un magnate vicino a Erdogan. Le condanne sono giunte poche ore dopo che Rsf ha diffuso il suo annuale rapporto sulla libertà di stampa, dove la Turchia è scesa al 157/mo posto, dietro Bielorussia e Ruanda e appena sopra Iraq ed Egitto.

Fonte: ANSA

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